Luoghi da visitare | Hotel Mediterraneo
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Luoghi da visitare

Sapri ed il Cilento oltre ad avere uno splendido mare ed una bellissima Costa, sono ricchi di luoghi di grande interesse storico ed archeologico.

In questa pagina troverete soltanto alcuni dei posti che vi suggeriamo di vistare. Il nostro Ricevimento sarà a vostra disposizione, in ogni momento della vacanza, per indicarvi altri percorsi e fornirvi tutte le informazioni per andare alla scoperta del meraviglioso Cilento. Dagli Scavi di Velia e Paestum alle Grotte di Castelcivita e tanto altro ancora.

Sapri

A soli 2 km di distanza dall'Hotel Mediterraneo si trova il Porto di Sapri. Da qui è possibile prendere il traghetto per Capri, la Costa Amalfitana e la Penisola Sorrentina. Leggermente più distanti, ma pur sempre affascianti da visitare, potrete raggiungere anche le isole di Ischia, Ventotene, Ponza o Napoli.

Sapri intreccia la sua storia con quella dell’unità di Italia grazie alla sfortunata spedizione di Carlo Pisacane, oggi simbolo della città, che la scelse nel 1857 come approdo nel tentativo di rovesciare il Governo Borbonico di Ferdinando II. Pisacane sbarcò nel Golfo di Policastro in quanto era un punto strategico grazie alla vegetazione fitta ed alle molte insenature nella costa.

Oggi Sapri si presenta ancora così, immersa in una natura rigogliosa che la contorna stringendola quasi in un “abbraccio”.

Oltre ad essere un luogo simbolo del risorgimento, Sapri, grazie al suo clima mite, era molto amata dalla “Gens Romana”, nonostante la notevole distanza da Roma, si possono osservare, infatti, i resti di un’imponente Villa Romana a conferma dell’interesse dei Romani per la zona, definita dallo stesso Cicerone come una “piccola gemma del mare del Sud”.

Sapri, oltre ad un forte richiamo alla storia, è famosa per il doppio riconoscimento ricevuto per il suo splendido mare, la Bandiera Blu, indice di purezza e brillantezza delle acque, e la Bandiera Verde, che denota un luogo perfetto per famiglie e bambini con luoghi di svago per i più piccoli, spiagge attrezzate e mare con fondale basso.

 

Parco nazionale del Cilento

Il Parco del Cilento, grazie ai suoi 180 mila ettari, è la seconda area protetta più grande d’Italia e la più grande della Campania, nasce nel 1991 e nel 1997 diventa patrimonio dell’Unesco, si estende dalla costa tirrenica all’Appennino, ricoprendo quasi interamente il Vallo di Diano.

Si estende nella provincia meridionale di Salerno ed abbraccia 80 comuni e 8 comunità montane, in sostanza tutti i comuni del Cilento e l’intera costa, da Paestum a Sapri, è posta sotto il controllo dell’Ente del Parco che riesce ancora oggi a mantenere l’intero territorio incontaminato e nel quale uomo e natura convivono alla perfezione.

All’interno del parco vivono oltre 600 specie animali, alcune di interesse prioritario come il lupo e la rosalia alpina, un coleottero del faggio, altre più comuni, ma pur sempre affascianti come: volpi, lontre, lepri, rapaci, pipistrelli e numerosi rettili.

Il Parco è ricchissimo anche di specie vegetali, circa 1800 differenti, e di habitat e microclimi diversi, circa 25; per questo motivo, oltre ad esserne Patrimonio, è stato insignito dall’Unesco come una Riserva della Biosfera, la qualifica internazionale che è assegnata a quei luoghi che conservano e proteggono l’ambiente.

Oltre alle bellezze naturali, si possono visitare luoghi di importanza storica come Agropoli e Capaccio Paestum. L'ultimo citato è un sito archeologico greco molto importante.

 

Certosa di San Lorenzo a Padula

La Certosa di San Lorenzo a Padula, dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è la più grande Certosa Italiana e tra le maggiori d’Europa.

Un capolavoro monumentale barocco costituito da tre meravigliosi chiostri, giardino, cortile ed una Chiesa.

Dalla Cucina alla Biblioteca avrete l’opportunità di vedere splendidi affreschi, un prezioso pavimento maiolicato ed una scala in pietra raccordata unicamente da un cordolo ricavato negli stessi scalini, culminante in una balaustra anch'essa in pietra.  Il chiostro grande, con i suoi quasi quindicimila metri quadrati di superficie, risulta essere tra i maggiori in Europa, si sviluppa su due livelli ed al centro è collocata una bella fontana a forma di coppa, realizzata in pietra e datata al 1640.  Lo scalone ellittico a doppia rampa unisce i due livelli dei chiostro grande.  Un'opera che appare come un maestoso elemento scenografico illuminato dai suoi sette grandi finestroni che spaziavano sul paesaggio circostante.

Questa è solo una breve descrizione perché la bellezza della Certosa di San Lorenzo va ammirata di persona.

 

Grotte di Pertosa Auletta

Addentrarsi nel cuore di una montagna e percorrere un fiume sotterraneo, il Fiume Negro… questa è l’esperienza surreale ed unica che vivrete vistando le Grotte di Pertosa.

La vostra visita sarà un misto di una passeggiata tra stalattiti e stalagmiti ed un viaggio in barca accompagnati dagli scrosci della cascata sotterranea.

L’inferno di Dante è andato in scena alle Grotte di Pertosa per circa 8 anni, gruppi di persone venivano guidati da un “Dante” attraverso i 10 cerchi dell’inferno incontrando i personaggi più celebri della famosa opera.

 

Capelli di Venere a Casaletto Spartano

Venire in Cilento significa visitare le “Cascate dei Capelli di Venere” e scoprire un vero paradiso terrestre.

Le Cascate si trovano a Casaletto Spartano un piccolo Paese a soli km 18 da Sapri e dal nostro Hotel Mediterraneo, e nascono dalle acque del Rio Bussentino.

Il nome è dovuto alla presenza nell’oasi della pianta Capelvenere, un tipo di felce che qui cresce rigogliosa.

L’oasi si trova sotto una piazza con una fontana pubblica, dove potersi refrigerare nelle giornate più calde.

Presso il vecchio mulino in disuso è possibile consumare uno snack, in un’atmosfera surreale, dove il tempo di è fermato e dove lo scorrere delle acque del fiumiciattolo fanno da dolcissimo colonna sonora al vostro pasto.

Sarà davvero difficile andar via da questo luogo fatato e ritornare alla quotidianità.

 

Cristo di Maratea

In cima al Monte San Biagio si trova la statua del Cristo Redentore, alta 21 metri e seconda soltanto a quella del Cristo di Rio de Janeiro in Brasile. La particolare conformazione del volto dà l’impressione che lo sguardo del Cristo sia rivolto al mare. Giunti al cospetto della Statua del Redentore si apre un belvedere straordinario con una vista a 360° sulla Costa Lucana.

Di fronte la Statua è ubicata la Basilica di San Biagio, protettore della Città di Maratea, e che custodisce le reliquie del Santo.

 

Sentiero Apprezzami l'Asino

Partendo dal Porto di Sapri si percorre una scala in pietra e ci si inoltra lungo il sentiero “Apprezzami l'Asino” che fino all'inizio del secolo scorso rappresentava l'unica via costiera che univa Sapri a Maratea, una via molto importante per il commercio e lo scambio di merci che venivano trasportate in groppa ad asini. Il sentiero in alcuni  punti era davvero molto stretto e se vi si incontravano due asini provenienti dai sensi opposti occorreva valutare gli animali e previo risarcimento della metà del valore dell'asino meno costoso al proprietario, l'asino veniva sacrificato e precipitato in mare!!

Passeggiando lungo il sentiero scorgerete un paesaggio mozzafiato, vedrete dall’alto lo Scoglio dello Scialandro che ospita la scultura in bronzo della Spigolatrice di Sapri, ispirata alla famosa poesia di Luigi Mercantini sullo Sbarco dei Trecento. Ammirerete la base della Torre di Mezzanotte, compresa nel sistema di avvistamento delle torri costiere vicereali e camminerete tra la natura incontaminata scoprendo varietà di piante tipiche della vegetazione mediterranea.

 

Castello baronale Palamolla a Torraca

A soli km 10 da Sapri sorge Torraca, un piccolo Borgo ove – narra la storia- si stabilirono gli abitanti della costa per fuggire alle devastazione dei Saraceni.

Torraca ospita il Castello baronale Palamolla che sorge su uno sperone roccioso intorno al quale si sviluppa concentricamente il borgo.

Il Castello, posseduto da diverse dinastie, è oggi proprietà del Comune di Torraca ed è sede dell’Università.

Fu costruito nel XVI sec. sui resti di un castello alto-medioevale ed appartenne all’illustre famiglia Palamolla, il cui stemma, databile fine ‘500 inizio ‘600, si trova all’ingresso, fiancheggiato da due cariatidi dipinte.

Conserva un carattere severo e maestoso determinato dall’alta cinta muraria merlata che si innalza, senza soluzione di continuità cromatica, dalla sottostante roccia.

All’interno nell’ingresso si scorgono le armi appartenute alla famiglia Palamolla, ci sono quadri d’arte rappresentanti la Madonna, San Michele Arcangelo e l’episodio di Olindo e Sofronia della “Gerusalemme Liberata” del Tasso.

Il pomeriggio a Torraca tra le sue caratteristiche stradine e la visita al Castello può proseguire con una gustosa cena tipica in una delle Osterie con cucina tipica.

 

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